23Novembre2017

Franca Trentin (1919-2010)

Nasce a Venezia il 13 dicembre 1919. A 6 anni segue i genitori e il fratello Giorgio nell'esilio in Francia. Frequenta le scuole primarie a Auch e il liceo a Tolosa, presso la cui università consegue anche la prima laurea, la Licence d'Anglais, nel giugno del '39, l'anno seguente la tesi di dottorato e due anni dopo la seconda laurea in Lingua e letteratura italiana. Nel frattempo partecipa alla resistenza, in qualità di staffetta del movimento "Libérer et Fédérer" fondato dal padre.
Nel settembre del 1943, quando i genitori e i fratelli rientrano in Italia, Franca rimane in Francia - essendo l'unica della famiglia con cittadinanza francese non può espatriare - e continua in clandestinità l'attività resistenziale nel Tolosano. Il 2 marzo 1944 sposa un rifugiato spagnolo, Horace Torrubia, eroe della guerra civile spagnola e ora dirigente della resistenza nel sud-ovest francese. Apprende dopo varie vicissitudini dell'avvenuta morte del padre e riuscirà a riabbracciare la famiglia soltanto dopo la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
Nel 1946 riceve la decorazione della Resistenza francese, La croix de la Résistance assegnata dal generale De Gaulle. Riprende gli studi universitari a Tolosa mentre si guadagna da vivere con supplenze e lezioni private. Nasce il suo primo figlio, Silvio; il marito Horace diventa dottore in Medicina e si spostano a Parigi, dove Horace prepara il concorso di Psichiatria e lei il concorso nazionale di Lingua e Letteratura Italiana, superato il quale è nominata alla Facoltà di Dijon. Dopo il divorzio da Torrubia sposa Mario Baratto, lettore d'Italiano a Parigi, e nel 1958 nasce il secondo figlio, Giorgio. Si dedica allo studio del verismo italiano sotto la direzione del suo maestro Henri Bédarida, alla cui morte, nel 1957, è chiamata a sostituirlo al Dipartimento d'Italiano della Sorbona in qualità di Maître-Assistant. Insegnerà alla Sorbona fino al 30 settembre 1966, allorché ottiene di essere distaccata a Venezia, alla facoltà di Lingue di Ca' Foscari, dal Ministero degli Affari Esteri francese, in qualità di lettrice di Lingua e Letteratura Francese. Vi resterà per 19 anni, fino alla pensione, nel 1985. L'anno prima, nel 1984, muore improvvisamente il marito Mario, preside di facoltà a Ca' Foscari.
Il 14 luglio 1978 è insignita della decorazione di Chevalier de la Légion d'Honneur dal Console Generale a Venezia.
Continua per un altro decennio a collaborare con l'Università a titolo gratuito (direzione di tesi, seminari, coordinamento di lingua, conferenze). Tiene numerosi corsi di aggiornamento e formazione nelle scuole secondarie e conferenze nelle associazioni culturali italo-francesi del Veneto e dell'Emilia. Nel 1989 è nominata Vicepresidente dell'Associazione culturale Italo-francese di Venezia (ACIF).
È tra le fondatrici di varie associazioni culturali e promuove varie iniziative soprattutto legate al movimento delle donne. Collabora con il Centro donna del Comune di Venezia organizzando nei primi anni '80 cicli di incontri sulle scrittrici (Le madri di noi tutte, 1982, Ritratto di signora, 1983, Madre per sempre?, 1984). È tra le fondatrici dell'Associazione DonneXlacittà e ha sempre dato la sua militanza di base nella sinistra (PCI-PDS-DS-PD). Dal 1996 al 2000 è presidente dell'Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea, di cui sarà poi presidente onoraria fino alla sua scomparsa. Nel 1997 le viene conferito dal console onorario francese a Venezia il grado d'Officier dans l'ordre National du Mérite.

Muore a Venezia il 28 novembre 2010.

 

Interventi e Pubblicazioni

Ha collaborato a convegni e riviste su temi di cultura e letteratura italiana, pubblicando saggi su Verga e il verismo italiano, e analisi sulle influenze reciproche delle culture italiana e francese.
Ha scritto vari saggi e interventi sull'insegnamento della lingua francese, in particolare per la rivista di LEND (Lo scritto nell'insegnamento della lingua; Il Linguaggio della stampa; Metodologia della traduzione). Ha pubblicato presso la Casa editrice Cafoscarina, nel 1981, La pratica della traduzione.
Per l'Ateneo Veneto e per Alliance Française di Venezia e di altri centri del Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, ha tenuto ogni anno decine di conferenze di letteratura francese, in particolare sulla letteratura femminile (G. Sand, Colette, Beauvoir, Duras, Flora Tristan) ma anche su Proust, Aragon, Céline, Pennac, Zola, ecc. Oltre che su riviste, ha pubblicato vari articoli su giornali locali - «Il Gazzettino» e «La Nuova Venezia» - in particolare su Beauvoir, Prévert, Le Théâtre de Mnouchkine, Le Paris de Augias, Simenon, ecc.

Un'ampia intervista sulla sua vita e sulla sua partecipazione alla Resistenza, rilasciata e curata da Maria Teresa Sega, è pubblicata in Nella Resistenza. Giovani e vecchi a Venezia sessant'anni dopo, a cura di G. Albanese e M. Borghi, Nuova Dimensione, Portogruaro 2004, e riedita in Bruno Trentin. Dalla guerra partigiana alla Cgil, a cura di I. Ariemma e L. Bellina, Ediesse, Roma 2008.
Silvana Tamiozzo le ha dedicato un ritratto critico pubblicato in "Belfagor", 2011, vol. 66, n.4.

Leggi Le resistenze di Franca di M. Teresa Sega

Leggi Franca Trentin, Carte ritrovate, Cafoscarina, 2009, 249 pagine, € 14.
In occasione del novantesimo compleanno di Franca Trentin i suoi numerosi amici e amiche hanno pensato di raccogliere e pubblicare una selezione degli scritti e degli interventi lungo un quarantennio. Le "carte ritrovate" testimoniano la sua intensa ed appassionata attività didattica e formativa e il continuo impegno politico e civile di intellettuale militante: ne esce un ritratto vivo e lucido, un omaggio a una personalità che con grande generosità "ha seguito le nostre vicende pubbliche e le nostre vite private".