20Agosto2019

Venezia

lapide

È la città d'elezione dei Trentin. Silvio la scelse nel 1919 come luogo di residenza per la sua famiglia. Dopo una prima sistemazione provvisoria a San Marcuola, in un palazzo messogli a disposizione dalla principessa Borghese, la famiglia Trentin si sistemò al secondo piano di Palazzo Dolfin Manin, sopra la Banca d'Italia, a Rialto. Ca' Foscari divenne invece il luogo dell'insegnamento di Silvio (e poi anche delle provocazioni fasciste) fino al dicembre 1925, quando inviò la lettera di dimissioni e prese la decisione di partire per la Francia.

Venezia ridiviene la città dei Trentin nel 1949: non più di Silvio, deceduto nel marzo 1944, ma di Beppa e del figlio Giorgio. La loro casa - prima a S.Giacomo dell'Orio, poi in calle dei Cerchieri alla Toletta - è anche l'approdo degli altri due figli Bruno e Franca e delle rispettive famiglie. Beppa rimane a Venezia fino alla morte, nel 1967; Giorgio abita in calle dei Cerchieri per il resto della sua vita.
Franca lascia Parigi e diviene stabilmente veneziana nel 1966. Va ad abitare con il secondo marito Mario Baratto e il figlio Giorgio a Cannaregio, fondamenta dei Felzi 3666. Il suo salotto è da allora un luogo ambito di ricevimento, di rifugio, di confidenze, dove s'incontrano personalità della cultura e della politica italiani e francesi. È in questa casa che attende la sua morte, avvenuta il 28 novembre 2010.
Ca' Foscari (dove Franca è lettrice di francese), l'Ateneo Veneto, la Mostra del Cinema, la Fenice, il Casino Venier sede dell'Alliance française, la capanna all'Hotel Des Bains diventano luoghi che Franca frequenta con assiduità.
Mario Baratto, preside di Facoltà a Ca' Foscari, muore d'infarto il 10 maggio 1984, durante una seduta del Consiglio di Facoltà. Le esequie solenni si tengono nel cortile di Ca' Foscari; l'università gli dedica in seguito la sua sala più bella.
Quando Franca lascia il lavoro per la pensione, altri luoghi della città segnano i suoi nuovi interessi: il Centro Donna a Mestre, la sezione Mezzalira del Pci di Cannaregio (ora sede del Circolo Arci "Franca Trentin Baratto"), la sede dell'Istituto veneziano per la storia della Resistenza, prima ospitata al Liceo Foscarini e poi a Villa Hériot alla Giudecca.
Nell'Aula Magna intitolata al padre Silvio, Bruno Trentin riceve il 13 settembre 2002 la laurea ad honorem e pronuncia la sua lectio doctoralis. Nella stessa aula Franca è festeggiata in occasione dei suoi 90 anni: gli amici le offrono la pubblicazione dei testi di molte sue conferenze, Le carte ritrovate.
A Ca' Farsetti, dove Franca nel 1956 aveva sposato Mario Baratto, si svolgono il le sue esequie (leggi il saluto di Maria Teresa Sega). 
A un anno dalla sua scomparsa, il 13 dicembre 2011, nell'Aula Magna dell'Ateneo Veneto si tiene il convegno Franca Trentin. Una vita plurale.
 
Nel corso degli anni la città di Venezia ha in più modi ricordato e onorato la figura di Silvio Trentin.
Il 14 marzo 1954, nel decennale della scomparsa, si tennero due commemorazioni ufficiali, una nella sala Sala Colonne di Ca’ Giustinian (oratore Egidio Meneghetti) e l’altra, promossa dall’Università di Ca’ Foscari, nell’aula magna di Ca’ Dolfin (oratore Norberto Bobbio). Durante quest’ultima cerimonia venne anche scoperta una lapide in sua memoria; oltre vent’anni dopo, nel 1976, la stessa aula magna di Ca’ Dolfin sarebbe stata intitolata a Silvio Trentin. Una seconda lapide venne posta dal Comune di Venezia, sempre nella stessa ricorrenza del 1954, all’esterno di palazzo Dolfin Manin a Rialto, sede della Banca d’Italia e abitazione della famiglia dal 1919 al 1926.
Sull’isola della Giudecca, presso la Casa della Memoria e della Storia del Novecento veneziano, ha sede dal 2012 il Centro documentazione e ricerca dedicato alla famiglia Trentin.
 
foto di copertina: lapide a Palazzo Dolfin Manin (Banca d'Italia)